Fondamentale risulta, nella programmazione relativa all’area dei pazienti, creare sinergie tra le professionalità interne al Centro.
Le competenze condivise dal team dei professionisti vengono pianificate in base alle fasi del ciclo vitale della famiglia e della persona utilizzando come riferimento primario il modello bio-psico-sociale per poter approdare alla definizione delle linee di intervento.

Si ritiene che il progetto di presa in carico debba garantire l’insieme delle azioni riparative favorendo la crescita delle competenze emotive e relazionali dei destinatari della cura.

Si agisce con l’intento di attivare una relazione accettante con il paziente attraverso l’ascolto che implica la necessaria sospensione del giudizio, con l’obiettivo di confluire in direzione di un sistema di azioni riparative in maniera concreta ed efficace.

La comprensione empatica sostiene i pazienti nei loro impedimenti o limitazioni di carattere psicologico, sociale e relazionale facilitando i processi evolutivi che non appartengono soltanto ai minori ma anche a chi di loro si prende cura.

I contenuti clinici implicano una particolare attenzione al minore vittima di esperienze avversive che ne limitano o alterano la naturale condizione di sviluppo. La cornice dei percorsi diagnostici e terapeutici viene costruita attraverso l’attenzione e l’ impegno primario del gruppo dei professionisti nei confronti del minore d’età, per la sua protezione e per l’idonea alla cura pertinente al danno rilevato.

Altrettanto inerente è la valutazione familiare per non isolare od escludere qualunque forma di possibile recupero delle competenze genitoriali o del genitore protettivo.