bambine1L’Associazione Percorsi di Crescita - Marche è una ONLUS.

Si costituisce ufficialmente il 4 novembre 2008 come Centro Multidisciplinare per l’Età Evolutiva e la Famiglia su iniziativa di un gruppo di professionisti che intervengono a livello psicologico/psicoterapeutico, clinico-pedagogico, educativo specialistico, giuridico e sociale.

 L’Associazione, più nota con l’acronimo Ass.Pe.C., è un Centro attivo nelle aree di prevenzione, di diagnosi, di cura e di riabilitazione socio educativa che si rivolge alla prima, alla seconda infanzia, agli adolescenti vittime di trauma continuativo da esperienze di vita avverse correlate ad eventi maltrattanti.

 Si dedica inoltre alle famiglie ove sono presenti condotte pregiudizievoli per i figli e per le madri vittime di violenza.

 

Cosa facciamo

 

Questo mi porta a quella che io ritengo la caratteristica più importante dell’essere genitori: fornire una base sicura da cui un bambino o un adolescente possa partire per affacciarsi nel mondo esterno e a cui possa ritornare sapendo per certo che sarà il benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se spaventato”

John Bowlby – Una base sicura- pg 10
Raffaello Cortina Editore

 

tristezza
La guida dell’adulto genitore è un compito che implica un impegno quotidiano e costante, fondato su una sana ed armonica relazione con un figlio.

L’espletamento del ruolo e delle azioni genitoriali sono rappresentativi di una funzione costante e prioritaria, articolata e complessa, fondamentale per un idoneo sviluppo della prole che ha bisogno di essere accolta ed amata, ascoltata, sostenuta, educata e protetta durante i suoi percorsi di crescita.



La capacità genitoriale di decentrarsi sui bisogni di chi attraversa le molteplici fasi di sviluppo fisico, psicologico e sociale costituisce il migliore antidoto per non far esperire ai figli forme di sofferenza continuativa.

In tempi relativamente recenti ci si confronta con un’ampia serie di schemi ambivalenti che in qualche maniera tendono a capovolgere i concetti associati alla centralità dell’infanzia, alle responsabilità e al rispetto nei confronti dei minori di età sia all'interno del nucleo familiare di appartenenza che nel quadro sociale introducendo uno scenario rappresentato da condizioni quasi paradossali: da un lato si evidenziano punte evolute di promozione e di tutela dei diritti propri della fascia evolutiva, mentre dall’altro si rilevano una serie di configurazioni proprie della violenza perpetrata in maniera duratura sia a livello familiare che istituzionale tantoché possono risultare perfino impensabili.

Prendendo in considerazione il background familiare, quando sono presenti dinamiche di crisi complesse, la linea di senso ci orienta verso l’individuazione di profili strategici per la gestione delle problematiche annesse al sistema dei rapporti difficili, agiti dalla componente adulta del nucleo di appartenenza ove sono presenti figli minori di età.

La prole risente profondamente degli echi del disagio dei propri genitori, dei loro mutamenti repentini, della loro perdita di autocontrollo, delle gravi incongruenze, del sovvertimento degli schemi relazionali che nel tempo assumono anche carattere di prevedibilità.

All’interno di questa contestualità, si individua un aumento degli atteggiamenti autoreferenziali da parte degli adulti, connotabili come pervasivi ed imposti ai bambini e ai ragazzi nelle importantissime fasi del loro sviluppo biologico, psicologico e sociale trasformando l’insieme dei percorsi evolutivi, in una processualità sfavorevole fino a raggiungere elevate forme di sofferenza e di stress.

Pertanto le condotte nocive poste in essere dalle figure adulte affettivamente significative, vengono vissute dalla prole con intensità emotive confondenti, orientate ad un loro coinvolgimento coercitivo in forme dirette e/o riflesse che si trasformano nel loro protrarsi con continuità, in modelli malsani.
Si rende pertanto necessario arrecare idonee forme di aiuto.

Ass.Pe.C., per riparare alle molteplici tipologie di sofferenza fisica e alle condizioni di lacerazione emotiva delle vittime di soprusi, espleta le attività prevalentemente in materia di maltrattamento fisico, psicologico, grave trascuratezza, abuso sessuale e violenza assistita arrecando aiuto ai minori di età e alle figure adulte protettive.

Nel proporsi come servizio di secondo livello, attraverso composite progettualità rivolte agli utenti destinatari, seleziona le modalità di intervento seguendo itinerari professionali che fanno riferimento alle teorie sistemico-relazionali e alle teorie psicodinamiche a cui si accompagnano, in maniera trasversale, modelli di matrice rogersiana relativi alla comunicazione accettante quali l’ascolto e l’empatia adottati dall’intero staff e dagli educatori specialisti per interventi calibrati e correlati alla presenza di funzionamenti post traumatici.